Aldo

A seguito dello sbarco degli americani in Sicilia, la valle dell’Adige e le valli adiacenti...

testo e foto di Matteo Pavana  / Povo (TN)

06/11/2017
4 min

Marani d’Ala, Trentino Alto-Adige / 26 aprile 1945

A seguito dello sbarco degli americani in Sicilia, la valle dell’Adige e le valli adiacenti videro il passaggio di colonne tedesche in ritirata verso Nord, in fuga dalle colonne alleate e dalle incursioni partigiane. I reparti nazifascisti in ritirata compirono saccheggi e rapine lungo la Vallagarina, la valle dei Laghi, la Valsugana e le valli Giudicarie. Nel loro movimento, i soldati tedeschi uccisero chiunque si frappose sul loro cammino. La parola d’ordine era Kein Gefangener, nessun prigioniero.
In quel momento, sull’altopiano sopra Ala, i Militi della 9. Compagnia del Corpo di Sicurezza Trentino (CST) stavano scappando.

Ritirata! Tutti sulla camionetta!
Aldo movete, o i ne lasa chi coi todeschi. I ne copa tuti.
Dame en moment. Ho lasà na roba zo per la trincea, drio a quel pin.

Non so cosa Aldo avesse lasciato di così importante in mezzo ai cespugli da non farlo saltare come una lepre sull’arca della salvezza. Certe testimonianze dicono addirittura che si fosse addormentato dopo una notte insonne per la paura di essere catturato.

Purtroppo quel giorno, qualsiasi fosse stata la causa del suo ritardo all’incontro, nessuno dei suoi commilitoni volle aspettarlo. Aldo e il suo amico vennero lasciati a piedi, da soli. Abbandonati al proprio destino.

Non mi raccontò mai come ci riuscì, ma state sicuri che Aldo a quella guerra sopravvisse, assieme al suo spirito di soldato. La sua tempra dura e severa nel corso degli anni gli valsero il nomignolo di teston, poiché nulla andava mai bene se non fatto in prima persona da lui stesso. Valeva per tutte le cose, dalle più semplici a quelle più complesse, dalla scrittura di un biglietto fino al taglio di un larice nel bosco della sua casa in montagna.  A questo appellativo si accostava quello di profesor, poiché nessuno poteva permettersi di contraddirlo, su nulla.

Logo Blogger Contest2017_300x175
Non mi raccontò mai come ci riuscì, ma state sicuri che Aldo a quella guerra sopravvisse.
Matteo Pavana_bc17_02

Gli interrogativi più misteriosi della mia adolescenza riguardavano Aldo.
Il primo fu capire se il matrimonio tra lui e sua moglie fosse stato imposto, piuttosto che consensuale, visto che litigavano sempre. Il secondo invece era capire perché volesse insegnare qualsiasi cosa nonostante lui stesso dicesse di aver finito gli studi alle scuole medie. La maestra l’è morta quando neva en terza avviamento, diceva sempre. Se veniva chiamato profesor era anche per prenderlo in giro.

Quel giorno del lontano ’45 Aldo sbagliò, indipendentemente dalla versione dei fatti. La stessa cosa vaIse per i suoi commilitoni,  che quel giorno incontrarono il comandante della 7. Compagnia del CST di stanza in Vallarsa, che li interrogò sul motivo della loro presenza in quei luoghi. I militanti vennero fatti scendere e fucilati all’istante. Aldo lo scoprì solamente una volta raggiunto il paese, a piedi, attraverso il passaparola degli abitanti.

Aldo è stato per me l’emblema di quella filosofia secondo cui si vive una volta sola. Non ha mai avuto paura di nulla. A 88 anni saliva ancora sulla scala per cogliere l’uva dalle viti fuori casa sua, o sistemava l’impianto dell’irrigazione nonostante avesse male alla schiena. Ogni tanto gli sentivi dire sottovoce me manca el fià, perché nessuno, oltre a lui, doveva sentirlo ammettere di essere stanco.

Il 26 agosto 2016 mia madre mi telefonò per dirmi che Aldo non c’era più. Aveva 90 anni. In quel preciso momento, quando ancora dovevo riagganciare il telefono, me lo sono immaginato sorridere assieme ai suoi commilitoni, mentre li scherniva per averlo abbandonato.

Perché Aldo sorrideva spesso. Aldo non provava rancore.
Aldo era mio nonno.

Matteo Pavana

Matteo Pavana

Fotografo e filmmaker outdoor.


Il mio blog | "Fotografare, filmare e raccontare il mondo con sincerità, dal proprio punto di vista, sono qualità che apprezzo molto in una persona. Matteo ha scelto un mondo verticale per dare sfogo a sensazioni profonde e alle geometrie dei propri pensieri. Le sue produzioni sono modellate sull’alternarsi di modelli gravitazionali ed emotivi, con la sincerità e l’umiltà di chi è consapevole che dal mondo dell’esplorazione ci sia sempre qualcosa di nuovo da imparare e da trasmettere. Con un sorriso poi, diventa tutto più facile.” - Luca Albrisi
Link al blog

Esplora altre storie

Le vette del crinale Parmense rappresentano rifugi di pace e di riflessione, aiutando il... Le vette del crinale Parmense rappresentano rifugi di pace e di riflessione, aiutando il mio essere ad ascoltarsi. Ho bisogno di ascoltarmi, ne sento...

Camera 352 "Te la senti di camminare? Hai voglia di muovere qualche passo?" Lei non risponde,... Camera 352 "Te la senti di camminare? Hai voglia di muovere qualche passo?" Lei non risponde, ma prende il suo braccio rendendolo leva e si alza... In...

Questa non è una storia di conquiste. Né di scelte vittoriose. Non ha neppure... Questa non è una storia di conquiste. Né di scelte vittoriose. Non ha neppure una fine e probabilmente è un non classificabile, come quando...

Nel racconto di Loris De Barba, la prima ripetizione della discesa con gli sci... Nel racconto di Loris De Barba, la prima ripetizione della discesa con gli sci del versante nord-ovest della Piccola Civetta, compiuta per la prima...

Mezz'ora dopo siamo già ben sotto lo zero e la neve si è fatta... Mezz'ora dopo siamo già ben sotto lo zero e la neve si è fatta tersa e dura. L'esperienza dello scorso anno mi ha insegnato...

Per un paio di anni siamo stati i più giovani ragazzi di Venezia a... Per un paio di anni siamo stati i più giovani ragazzi di Venezia a praticare lo sci con le pelli di foca. Anche adesso...

Amir In Val dei Cantoni non c’era nessuno, solo una coppia di escursionisti sul sentiero... Amir In Val dei Cantoni non c’era nessuno, solo una coppia di escursionisti sul sentiero che scaricava sassi. Amir abitava la pianura, un quartiere chiamato “il...

Su questo piccolo nastro tortuoso abbiamo in noi la pace, un torpore, quasi, che... Su questo piccolo nastro tortuoso abbiamo in noi la pace, un torpore, quasi, che ci dà fiducia. Quattro ore fa eravamo rinchiusi in una birreria,...

Ammiriamo tutto questo dalla cima di una selvaggia montagna delle Prealpi friulane e, invece... Ammiriamo tutto questo dalla cima di una selvaggia montagna delle Prealpi friulane e, invece di gioire di fronte a tanta bellezza, siamo preoccupate al...

Il 14 gennaio Tania Noakes partirà dalla punta più a sud della Norvegia per... Il 14 gennaio Tania Noakes partirà dalla punta più a sud della Norvegia per raggiungere Nordkapp, nell'estremo nord. 2500 km con gli sci tra...